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Lesione della cuffia dei rotatori


La cuffia dei rotatori è formata da quattro tendini che permettono congiuntamente con il deltoide e muscoli scapolari il movimento della spalla sui vari piani dello spazio.

I tendini che formano la cuffia sono: Sottoscapolare, Sovraspinato, Sottospinato e Piccolo Rotondo.

Il Capo Lungo del Bicipite attraversa l'articolazione e almeno in parte sembra coadiuvare la cuffia nella funzione di depressore della testa dell'Omero.

La cuffia dei rotatori esercita una forza centripeta diretta verso il torace, mentre il deltoide sviluppa una forza diretta verso l'alto.

La combinazione di questi due vettori di forza permette il corretto movimento della spalla.

L'alterazione del vettore della cuffia per una lesione del Sovraspinato e del Sottospinato porta inevitabilmente al prevalere del vettore deltoide che spinge la sommità della testa dell'Omero

( epertanto la cuffia) contro l'acromion. Tale situazione è evolutiva col progredire dell' età e con l'aumentare dell'ampiezza della lesione tendinea.

  • EPIDEMIOLOGIA E FATTORI DI RISCHIO

La rottura della cuffia dei rotatori, a spessore parziale o totale, è presente in maniera asintomatica in una percentuale considerevole della popolazione.

La percentuale tocca il 20% della popolazione ed è più probabile che affligga l'arto dominante.

I maggiori fattori di rischio sono l'età e la presenza di traumi ripetuti. Esistono delle evidenze scientifiche che ci sia una predisposizione genetica alla lesione della cuffia dei rotatori che porta alla presenza di una lesione contro-laterale non sintomatica nel 53,5% dei casi. Il fumo di sigaretta è fortemente associato con la presenza di una lesione della cuffia dei rotatori.

  • DIAGNOSI

La diagnosi della lesione della cuffia dei rotatori è clinica e si avvale dell'utilizzo di decine di test funzionali che permettono di diagnosticare non solo i differenti tendini interessati ma persino le dimensioni della lesione. Chiaramente la diagnosi clinica non è sufficiente per poter dare indicazioni terapeutiche poiché non è in grado di stabilire l'età e la qualità dei tessuti interessatati.Esami fondamentali sono le RX , le Ecografie e le Risonanze Magnetiche.


  • TRATTAMENTO CONSERVATIVA

Vista l'evidenza che la lesione della cuffia dei rotatori rappresenta una patologia frequente, spesso legata a fenomeni degenerativi del tendine e raramente sintomatica, la riabilitazione rappresenta un importante opportunità nell'ambito della scelta di trattamento. La terapia conservativa tradizionale indicata indicata per un periodo di tempo di almeno 4/6 mesi si compone di 4 fasi principali:

Fase 1) Controllo del dolore

Fase 2) Recupero del ROM completo

Fase 3) Esercizi di Potenziamento

Fase 4) Programma di mantenimento


  • RIABILITAZIONE POST CHIRURGICA

La riabilitazione è una parte importante del programma chirurgico e una sua sottovalutazione può determinare un insuccesso dello stesso.

Anche in questo caso sono previste varie fasi che permettano nello stesso tempo la guarigione biologica del tendine e il recupero del normale movimento della spalla su tutti i piani.

FASE 1

Recupero del ROM completo e Controllo del dolore

Non prevede l'utilizzo di farmaci antinfiammatori, ma solo di analgesici e terapie fisiche,per la supposta interazione negativa tra i FANS e la guarigione del tendine.

La Riabilitazione prevede una cauta Mobilizzazione passiva, sia a cura del Fisioterapista, sia

auto assistita.

La Mobilizzazione Passiva non dovrebbe essere effettuata tutti i giorni. Questa fase normalmente si sovrappone alla successiva e deve tener conto del tempo biologico di guarigione del Tendine che è di circa 6 settimane.

FASE 2

Recupero dell'articolarità attiva

Il recupero del movimento attivo dovrebbe iniziare a circa 5 settimane dell'intervento con una cauta mobilizzazione attiva con il Fisioterapista. Tale fase deve essere associata a una ginnastica propriocettiva e posturale per recuperare una corretta postura.

FASE 3

Esercizi di potenziamento

Normalmente non prima di 8-10 settimane dall'intervento. tali esercizi vanno effettuati con elastici leggeri e ripetizione frequenti sempre con l'ausilio del Fisioterapista.

FASE 4

Programma di Mantenimento

Può durare fino ad un anno dall'intervento e deve essere gestito dal paziente in prima persona sotto la supervisione del Fisioterapista con sedute saltuarie.

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