L’indennità di accompagnamento viene riconosciuta indipendentemente dall’età, dal reddito e viene concessa solo se in possesso dei seguenti requisiti:

  1. Invalidità al 100%

  2. Impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o di ausili.

  3. Impossibilità a svolgere gli atti quotidiani senza un’assistenza continua

  4. Essere cittadino italiano

 La procedura per il riconoscimento dell’indennità è piuttosto articolata e coinvolge il medico curante e la commissione medica Asl integrata.

 L’indennità di accompagnamento, è un aiuto economico a carico dello stato, non è reversibile, non è un reddito ed è esente da imposte. Chiunque indipendentemente dalle cause (problemi fisici o psichici) non abbia la possibilità di svolgere azioni legate al quotidiano senza l’assistenza di una terza persona può godere di indennità di accompagnamento.

Prima fase

La prima cosa da fare è contattare il medico curante del destinatario di indennità per richiedere di inoltrare tale richiesta, il medico farà quindi una valutazione redigendo un certificato medico introduttivo che conterrà i dati anagrafici, il codice fiscale e sanitario, e le patologie precise di cui è portatore la persona che ne fa richiesta. Il medico rilascia una ricevuta del certificato medico inviato che riporta un codice identificativo della procedura avviata e una copia del certificato. Innanzitutto, per ottenere il riconoscimento dei requisiti sanitari per l’invalidità e la non autosufficienza, l’interessato deve recarsi dal proprio medico curante, che redige un certificato nel quale deve attestare che il paziente possiede una determinata percentuale di riduzione della capacità lavorativa. Per ottenere l’accompagnamento, come anticipato, è necessario essere riconosciuti invalidi al 100%.

Per il diritto all’accompagnamento il medico deve indicare nel certificato, che l’interessato è impossibilitato a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore, impossibilitato a compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza, deve inoltre indicare tutte le patologie con il grado di gravità

Seconda fase

Dopo aver fatto il certificato bisogna inoltrare la richiesta di indennità all’INPS, per farlo ci si può rivolgere ad un Caf o a un patronato attraverso i moduli disponibili nel portale. Dopo aver esaminato tale domanda l’INPS fisserà un appuntamento per una visita medica presso ASL di competenza, nel caso in cui la persona interessata non può essere spostata bisogna effettuare una richiesta di visita al domicilio.

Terza fase

Durante la visita bisogna presentare il certificato inviato all’INPS e firmato dal medico, la carta di identità dell’interessato, copia della tessera sanitaria, originale della documentazione sanitaria a supporto delle patologie indicate dal medico di famiglia.

Quarta e ultima fase

Se la commissione ASL stabilisce che la persona ha diritto all’indennità di accompagnamento, verrà riconosciuto un assegno mensile per 12 mensilità di euro 516,35

Tale indennità è un aiuto economico molto importante per tutte quelle famiglie che, per gestire una persona bisognosa si avvalgono di servizi di assistenza domiciliare con operatori o con badanti conviventi per essere aiutati nella soddisfazione dei bisogni primari del destinatario dell’indennità di accompagnamento.

InSalute Assistenza & Sostegno fornisce servizi di assistenza domiciliare affiancando ad ogni assistito la persona in grado di dare sostegno pratico ed emotivo a chi purtroppo non è più in grado di svolgere da solo le attività quotidiane.

COME RICHIEDERE L’INDENNITA’ DI ACCOMAPGNAMENTO ALL’INPS